Destra Ades


La Destra Ades rinasce con atto costitutivo notarile in data 12 Marzo 2010, con i tre promotori Marco Franchi, Bruno Battistotti e Stefano Sicher assieme ad altri 22 cofirmatari. La denominazione ufficiale della Compagnia è Schützen Castelam Destra Ades-Rechtes Etschland (nel passato era Castellano-Castel Nuovo), in quanto con questa definizione si è voluto allargare la zona di interesse a tutta la fascia destra del fiume Adige nel tratto Lagarino, da Aldeno a Mori, questo per ovviare al fatto che al giorno d’oggi Castellano è una località ridotta a frazione del Comune di Villa Lagarina (dal 1929) e quindi come numero di abitanti ed estensione territoriale ha una competenza attuale limitata. Nell’ottobre del 2013 con assemblea straordinaria, la compagnia ha deciso di accorciare il nome in Schützenkompanie Destra Ades-Rechtes Etschland. Questa nostra decisione è comunque suffragata dal percorso storico delle locali Compagnie, nel passato sempre aggregate fra loro nella difesa del territorio, come rilevato dai documenti Landschaftiche Buchhaltungen del 1798 presso il Tiroler Landesarchiv. Nel 1796/97 vi erano in Destra Adige queste altre Compagnie:  Nomi (Hptm. Alotti Bartolomeo),  Aldeno (Hptm. Gottardi Giuseppe),Gresta (Hptm. Maini Pietro),  Pomarolo (Hptm. Vicentini G. Battista) e  Villa Lagarina (Hptm. Wizer Simone). La nostra Compagnia è dedicata ad un comandante del passato, Baldessarini Francesco di Nogaredo di professione notaio, Hauptmann degli “Scizzeri” nel periodo 1796-1809 sotto la giurisdizione della famiglia Lodron. La ricerca per la ricostruzione del costume storico è stata condotta assieme al gruppo di lavoro Unsere Tracht, nella persona del Presidente dott. Helmut Rizzolli, sulla base di tre documenti storici: il primo riguardante la descrizione dell’abito del Capitano della Compagnia del 1771, il quale porta un’uniforme rosso sangue con bottoni lucidi chiari1; per il resto del vestiario è importante un secondo documento, un acquarello di Eduard Gurk risalente al 1840, che raffigura l’imbarco al traghetto sull’Adige a Villa Lagarina; gli uomini raffigurati portano una gabbana con code e copricapo a cilindro. Attraverso lo studio del materiale si è arrivati ad una giacca rossa con apertura ad U che ricorda l’antica gabbana, anche se accorciata alla lunghezza di una giacca di periodo posteriore. Il panciotto è verde ed il copricapo è nero a forma di cilindro con un ala tirata in su, con una coccarda bianca e verde come si usava nelle guerre contro i francesi per contraddistinguere gli Schützen. Il vestiario femminile è esattamente documentato in un libro uscito a Weimar nel 1797 che raffigura una contadina del “Welsch-Tyrol bey Roveredo”. Nella realizzazione si è rispettato rigorosamente il corpetto a stringhe rosse con le applicazioni di nastri in oro, inoltre sembra sia stato tipicamente di questa zona il taglio del corpetto a forma di tre archetti sulla schiena. Da un documento pervenuto dall’archivio di Innsbruck, attraverso una ricerca del signor Carlo Refatti, abbiamo la descrizione della bandiera utilizzata nel periodo delle invasioni napoleoniche 1796/97, con l’aquila imperiale e il motto “vincere o morire”2, mentre da documento del 1771 risulta essere di colore bianco e rosso3. La nostra bandiera attuale rappresenta il Sacro Cuore di Gesù a cui gli Schützen fecero voto di fedeltà, sui colori bianco e rosso. Sul lato opposto, l’aquila tirolese con il motto “Dem Land Tirol Die ewiege Treue”. La compagnia si è rifondata ufficialmente, con l’affiliazione al Welschtiroler Schützenbund il 15 luglio 2012, con una cerimonia durata 3 giorni a Castellano , frazione del comune di Villa Lagarina.

1) Riferimento CHINI G. Spigolature d’archivio sulle giurisdizioni di Castellano-Castel Nuovo. 2)Riferimento Tiroler Landesarchiv 7818 Defens. 3)Riferimento CHINI G. Spigolature d’archivio sulle giurisdizioni di Castellano-Castel Nuovo pag. 2-3


La Compagnia possiede il costume dal giorno 7 Agosto 2011 e la sua prima apparizione in pubblico è avvenuta lo stesso giorno nella manifestazione tenuta sul monte Baldo in località Madonna della Neve, dove sono state collocate due copie dei quadri originali, raffiguranti il campo di battaglia della guerra contro i francesi nel 1796/97. I fondatori della compagnia, formati da una precedente esperienza nella Schützenkompanie Roveredo, sono riusciti fin da subito ad avviare una programmazione corposa, quale l’attività del tiro al bersaglio, con 4 gare già organizzate, la tradizione dei fuochi del Sacro Cuore di Gesù, con un primo fuoco a Castellano nel 2010, dal 2011 anche nella località di Savignano, nel 2014 con la realizzazione di un sacro cuore luminoso esposto in località Monte Albano di Mori. A fianco di questa attività tipica delle Compagnie si è svolto del volontariato con la pulizia di sentieri e vecchie strade militari nella località di Daiano ed il ripristino di trincee della Prima Guerra Mondiale in località Dos dei Canoni sopra la località di Savignano in Pomarolo, con l’inaugurazione del lavoro eseguito, il 20 luglio 2014, con la partecipazione delle autorità locali e provinciali. Contemporaneamente la compagnia sta recuperando i manufatti di guerra dell’esercito austriaco a Ravazzone di Mori con la presunta conclusione dei lavori per il giorno 8 agosto 2015, giorno della manifestazione del Tiroler Verbant “An der Front”.Da tre anni, per Natale, la compagnia raccoglie denaro da devolvere in beneficenza, offrendo del vin brulè, Strudel, Zelten, in via Garibaldi a Rovereto. Dal 2014 parteciperemo alla celebrazione del Corpus Domini nella chiesa di Paride Lodron a Villa Lagarina. In gennaio del 2014, abbiamo organizzato nelle sale di Palazzo Libera a Villa Lagarina, una serata sul pittore austriaco di corte imperiale con Ferdinando I, Eduard Gurk, assieme ai relatori prof. Paolo Cont, ricercatore storico, e al professore universitario di Innsbruck Helmut Rizzolli. Numero dei componenti attuali è di 26 persone in costume: 20 Schützen, 4 Marketenderinnen e 2 Jungeschützen; in media ogni anno abbiamo 250 tesserati sostenitori. La nostra sede si trova a Villa Lagarina presso la sede dell’ ex Comune , dove la compagnia programma le proprie assemblee, tra cui quella mensile del primo mercoledì di ogni mese, aperta anche ai simpatizzanti. Madrina della compagnia è la Dr.ssa Daiana Boller.


Cenni storici

La storia della difesa territoriale della destra dell’Adige nel tratto Lagarino nasce da lontano, dal documento cosiddetto Libello dell’undici, che per la Comunità di Castellano e Castel Nuovo prevedeva in caso di pericolo una mobilitazione di 56 uomini per il primo contingente, di 84 per il secondo e di 113 per il terzo, in base alla pericolosità degli eventi; in maniera analoga Nomi doveva mobilitare rispettivamente 35, 53 e 71 uomini e per Castel Corno 29, 44e 59 uomini4. Oggigiorno, è stato nostro volere ricordare il documento Cesareo del 1511 attraverso una tabella in legno, tipica della tradizione degli Schützen, la quale identifica, nelle manifestazioni, la Compagnia. Per mezzo di simboli essa rappresenta quello che il documento promulgato da Massimiliano I d’Asburgo voleva demandare, tra le altre cose, la difesa popolare del territorio tirolese. Quindi troviamo al centro di essa l’aquila tirolese come connotazione geografica, lo stemma araldico della famiglia Asburgo, lo stemma araldico della famiglia Lodron feudataria della giurisdizione di Castellano dal 1456 a cui veniva dato incarico di organizzare e mantenere la Compagnia locale. I bersaglieri tirolesi si radunavano periodicamente tra l’autunno e la primavera esercitandosi al tiro (mostre) e tali esercitazioni avvenivano per la Compagnia di Castellano nel XVIII secolo presso il bersaglio di Mori5, questo era necessario per l’esercizio costante all’uso delle armi per una truppa sempre efficiente. Inoltre fu creato un sistema d’allarme regionale che avvisava la popolazione del pericolo incombente attraverso una catena di fuochi (Kreidenfeuer) posti sulle alture riuscendo a trasmettere il segnale d’allarme di valle in valle, da nord a sud, da ovest ad est. Nella Vallagarina, Castellano era località del Tirolo Meridionale tenuta ad apprestare i fuochi; essa comunicava nelle vicinanze con Beseno, castello di Rovereto, Brentonico e Gresta (manifesto del 1647 del tipografo M. Wagner, Innsbruck). Di conseguenza la mobilitazione degli Schützen all’interno dei paesi avveniva con il suono delle campane a martello. Nella storia tre furono i momenti di intensa drammaticità in cui fu coinvolto il Tirolo e quindi le Compagnie di Castellano e della Destra Adige: l’invasione gallo-ispanica del 1703 del generale Vendôme, l’epopea napoleonica (1796-1809) con Andreas Hofer e la Prima Guerra Mondiale con l’Italia. L’invasione delle truppe guidate dal generale Duca di Vendôme nel luglio 1703 fu un drammatico banco di prova per i difensori della Patria Tirolese, un’ invasione rimasta nella memoria popolare per la distruzione dei castelli locali, paesi e dell’intera economia. L’invasione del territorio avvenne da sud, e per la zona della destra Adige, Pomarolo fu l’abitato dove venne fermata l’incursione dei francesi; le truppe di Vendôme saccheggiato Ravazzone, Isera, Marano, Brancolino, Villa e Nogaredo incapparono poi a Pomarolo in una piccola “banda di contadini” che li fermò; «dominati i francesi, di un così avvilimento, incendiarono la metà bassa del paese, rientrarono a Mori ove demolirono la fonderia e diedero a fuoco la borgata»6; dal nobile Alvise Betta Del Toldo in uno scritto del 1724 abbiamo una descrizione di quanto avvenne a Tierno di Mori: «E quando vennero li francesi in Monte Baldo e poi successivamente nei quattro vicariati, e invasero tutto Thierno, e vi stettero alcune settimane e non soltanto portarono via questo Privilegio, ma tutte le mobilie della nostra casa, ed era assai bene mobiliata e la lasciarono nuda di tutto, tutti li vetri e serrature d’usci, e per fortuna lasciarono d’incendiare Thierno, avendo incendiato tutte le altre ville del vicariato di Mori»7. Nemmeno i beni dei Lodron vennero risparmiati, incendiando il palazzo di Nogaredo, inoltre recarono danni a Castellano e Castel Corno per 21.000 fiorni8. Il registro dei morti di Villa Lagarina riporta defunti in quei giorni i bersaglieri Nicolò Zambanel e Valentino Baldessarini9. Un distaccamento di truppe francesi tentò nuovamente di raggiungere Trento dalla Valle dell’Adige, per aggirare il presidiato passaggio del “Coel” tra Nomi e Aldeno attraverso Castellano e Cimone. Tuttavia raggiunta la località di Foiè, fra Cei e Cimone, furono fermati da una grande barriera di fuoco, appiccata dagli scizzeri di Castellano e destra Adige come Nogaredo, Villa, Brancolino, Reviano, Sasso, Noarna, Pedersano, Piazzo e Savignano. Testimonianze dell’episodio sono un quadro votivo nella chiesa parrocchiale di Cimone, il capitello di Sant’Anna in località Foiè e il voto che Cimone fece in ringraziamento dello scampato pericolo, che si tiene il primo di Settembre10. Per quanto riguarda le invasioni francesi napoleoniche vogliamo ricordare che i bersaglieri Tirolesi della Destra Adige furono impegnati sul Monte Baldo, nella battaglia del Mossano presso Mori dove grazie al temperamento del Capitano Baldessarini e dell’Unterjäger Malfatti, gli Schützen riuscirono a ripiegare limitando i danni, facendo prigionieri 3 soldati Francesi, ma subendo la perdita di 4 Schüetzen. Uno di questi fatto prigioniero dai Francesi, fu Domenico Rocchetti di Trento, “All’Oppio, e spogliato di tutto il mio equipaggio”.Dopo la battaglia di Mori, la compagnia fu rinforzata dai reduci della Compagnia di Arco, in seguito anche dalla Compagnia di Riva, tanto che nei documenti del Landes Buchhaltungen Standeslisten 1796-97 prende il nome di Castellano-Riva (numero uomini 147, periodo di servizio 3 mesi); a volte la compagnia è indicata anche come Nogaredo-Calliano. Il capitano Francesco Baldessarini e i suoi bersaglieri si distinsero il 27 settembre 1796 a Sover, dove riuscirono a respingere un assalto dei Francesi e successivamente il 7 ottobre, quando la compagnia, allontanò due picchetti di soldati francesi, facendo bottino di alcuni moschetti e altro materiale. Altra prova coraggiosa fu la battaglia di Brusago del 24 ottobre 1796, per la quale il capitano Baldessarini Francesco fu decorato con la grande medaglia. Il 3 novembre la compagnia si scontrò tra Molina e Piazze con numerose forze nemiche, combattendo per 2 ore, e pochi giorni dopo, il 6 novembre partecipò alla battaglia di Calliano. Per la tenacia e il coraggio dimostrato negli scontri contro i francesi la Compagnia del Baldessarini venne insignita di quattro Grandi Medaglie al Valore; oltre al Capitano la ricevettero il Sottotenente Innocenzo De Webern, il Caporale Malfatti e il Primo Tenente Domenico Rocchetti12. Per quanto riguarda la Grande Medaglia assegnata al comandante Baldessarini, abbiamo un documento del Tiroler Landesarchiv in cui il capitano chiedeva alla Deputazione di dispensarlo nell’andare a Bolzano per ritirare l’onorificenza e di riceverla invece in una località più vicina per un minor dispendio. Inoltre con questa lettera veniva umilmente richiesta un’onorificenza anche per la bandiera, che si era distinta in cinque battaglie. Allegato a questo documento troviamo una lettera del Cancelliere Antonio Festi della giurisdizione di Castellano-Castel Nuovo, il quale certifica che il Baldessarini fu comandante per sette mesi nel 1796 di una compagnia di bersaglieri della destra Adige, prestando importanti servigi al Sovrano ed alla Patria austriaca13.Altri Capitani della destra Adige insigniti della Grande Medaglia furono Giuseppe Chiusole di Pomarolo, Carlo Galvagni di Isera e Ambrosio Villa di Villa Lagarina14. Nel 1809 Giobatta Pederzini di Castellano fu partecipe della sollevazione tirolese, come raccontano le sue memorie: «26 Aprile 1809, sono andato in massa con la gente a far contra i francesi nella campagna di Pilcante, alla battuta di fusillo hanno tirato tre volte a me, e i miei compagni con il cannon di bomba e sono andati verso Trento; li 3 Maggio sono ritornato»15. Ancora Giobatta Pederzini lasciò nelle sue memorie testimonianza del suo servizio di bersagliere di Castellano: «5 Settembre 1809, sono andato bersagliere per Troni 1,15 al giorno, tornato li 27 settembre»16.L’attività degli scizzeri della destra Adige nel corso del ‘800 si spostò verso Nomi, vista la presenza in questo paese di un casino di bersaglio permanente, dedicato all’Arciduca Alberto. Il poligono si trovava poco sopra il paese ed era guidato dal direttore G.B. Vinotti e nel 1889 vi erano 140 soci attivi. Il bersaglio fu rinnovato più volte per soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di iscritti (tra il 1903-1905 fu rinnovato)17. Tra gli inscritti vi era il Barone Francesco Moll, figura di spicco della zona. Gli Schützen della destra Adige sfilarono a Innsbruck nel 1909 al cospetto di Francesco Giuseppe in occasione del centenario Hoferiano. La banda di Nomi e i bersaglieri aprirono il 5° gruppo del corteo assieme all’Alto Garda e Giudicarie18. L’ultimo direttivo del casino di Nomi fu eletto nel 1914 con Labano Grigoletti, Alessandro Pallaver, Giuseppe Spagnolli, Giuseppe Parolari, Emiro Dorak e Giuseppe Perghem19. La Compagnia di Nomi durante la prima guerra mondiale agli ordini di Alessandro Pallaver di Pomarolo, aveva circa 35 uomini tra cui Luigi Pederzini, Pio Todeschi, Alberto Miorando e Primo Manica di Castellano20.Le vicende degli Schützen nella guerra mondiale sono raccontate nel diario di Giuseppe Enrico Pedrotti di Saccone21, in quanto la compagnia fu aggregata a quella di Brentonico. Furono impiegati nel 1915 a Isera e Ravazzone assieme al Battaglione Standschützen di Bressanone, poi da ottobre del 1915 al Dosso di Cost’Alta, al Passo del Redebus e Monte Regnana, quindi spostati a Vezzano e nel 1918 nel settore di Riva del Garda fino alla fine del conflitto

4) Bressan, Autonomia Storia e Cultura, Vol.1 pag. 9. 5) Chini G., Spigolature d’Archivio, Castellano, Castel Nuovo di Lodrone 1912 pag. 3 Tipografia Grandi Rovereto 6) Lorenzi, Invasione francese del 1703, pag. 75. 7) Archivio Sicher Stefano: Fam. Nobile De Betta. 8) Stefani, Documenti e memorie chiesa di San Marco 1900, pag. 239. 9) Lorenzi, Invasione francese del 1703, pag. 105. 10) Bonatti, Cimone paese Lagarino sulle pendici del Bondone 1986 pag. 178-185. 11) Pattini, Resistenza contro i francesi ad Arco pag. 54-55. 12) Tiroler Landesarchiv, Landesverteidigung Ehrenmedaile f.745. 13) Tiroler Landesarchiv 7818 Defens 14) Dalponte, Uomini genti trentine durante le invasioni napoleoniche pagg.46-49 15) Archivio storico Comune di Rovereto manoscritto 46.24 16) Archivio storico Comune di Rovereto manoscritto 46.24 17) Tiroler Landesarchiv 18) Egg. Tradizioni degli Schützen del Tirolo Meridionale pag. 54 19) Tiroler Landesarchiv, Landschaftliches Bezirkes Rovereto 20) Pederzini, El Paes n°8 2008 pag.36. 21) I quattro Vicariati n.51-52, giugno-dicembre 1982


Attualmente la compagnia è impegnata nel progetto definito “Centenario della prima guerra Mondiale”, con i lavori di recupero del campo trincerato detto L’Asmara in località Ravazzone di Mori, costruito dall’esercito Austro-Ungarico nel ottobre del 1914 e presidiato per tutta la durata del conflitto 1915-18 dagli Standschützen locali Formation Nomi, Kompanie Brentonico, e dal Bataillon Brixen. I soci attivi della compagnia dedicano il loro tempo libero recandosi al caposaldo Asmara per lo sgombero del materiale che ha invaso i manufatti di guerra, per presentare un percorso di visita per agosto del 2015, coadiuvati dall’associazione “Un territorio due Fronti”, nonché dalla consulenza dello storico dott. Oswald Mederle di Bressanone. Stesso progetto, ma condotto in piena autonomia, è il recupero della posizione per batterie anti aeree il località Doss dei Canoni nel comune di Pomarolo. Nel progetto a ricordo dei cento anni dallo scoppio della guerra mondiale, di recente è stata condotta una ricerca attraverso gli archivi del Tiroler Landes Archiv di Innsbruck, il Bild Archiv di Vienna, sul Kaiserjaeger Oberjäger Chiusole Raimondo di Pomarolo, decorato dell’esercito austriaco, al fine di poter ricordare i partecipanti del Welschtirol, attuale Trentino, alla guerra con la divisa asburgica.


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Giunta

La Giunta della Compagnia per il triennio 2013-2016 è così composta: Huptmann Fulvio Cristoforetti (seduto a sinistra), Oberleutnant Marco Franchi (seduto a destra), Fahnenleutnant Bruno Battistotti (secondo da sinistra in piedi), Leutnant Enrico Turella (primo a destra in piedi), Fähnrich Vincenzo Pedrotti (primo a sinistra in piedi) e Oberjäger Andrea Pedrotti (secondo da destra in piedi).

La Compagnia è poi composta da: Schützen: Christian Berti, Maurizio Galassi, Pio Gazzini, Christian Gobbi, Alessandro Grisi, Paolo Merighi, Sandro Pedrotti, Stefano Sicher, Luca Spagnolli, Mauro Vicentini, Tomas Vicentini, Mattia Zambelli; Marketenderinnen: Manuela Grott, Elisa Massari, Claudia Zamberlan; Junge Schützen: Martin Battistotti, Elia Turella; Junge Marketenderinnen: Jngrid Battistotti, Yara Cristoforetti.

Contatto

La Compagnia può essere contattata

alla pagina di Facebook:

Schützenkompanie Destra Ades

o all'indirizzo e-mail: skdestraades@gmail.com